Enrica mi ha contattata dopo che una collega le aveva parlato di me. Poco dopo ci siamo incontrate insieme ad Andrea e da lì è iniziato un percorso lungo, intenso e molto speciale.
C’era però una certezza che esisteva ancora prima di iniziare a progettare il matrimonio: il ricevimento sarebbe stato a Borgo Stomennano. Andrea aveva fermato la location ancora prima che Enrica dicesse «sì, lo voglio»: le date disponibili stavano andando velocemente e lui sapeva quanto quel luogo fosse da sempre il suo sogno.
Poi è arrivato il Covid e, quando tutto sembrava ormai definito, abbiamo dovuto posticipare il matrimonio alla stagione successiva. Un’attesa più lunga del previsto, che ha reso ancora più emozionante vedere finalmente prendere forma tutto ciò che avevamo immaginato insieme.
Borgo Stomennano era esattamente il posto che li rappresentava: apparentemente semplice, ma profondamente sofisticato. Un luogo immerso nelle campagne senesi, circondato dal verde e affacciato sul borgo di Monteriggioni, dietro il quale ogni sera il sole scendeva regalando uno dei tramonti più belli della Toscana.
Il punto di partenza del progetto è stato l’abito di Enrica: un delicatissimo abito in organza di seta disegnato da Luisa Beccaria, ricamato con piccoli fiori avorio e verde salvia. Era talmente particolare che Enrica decise di non indossare il velo: non serviva aggiungere altro.
Da quei ricami sono nati anche i colori del matrimonio. Avorio, bianco e verde salvia hanno guidato il progetto floreale, la tavola e la decorazione della chiesa, creando un filo sottile e coerente tra tutti gli elementi della giornata.
Gli ospiti sono arrivati il primo giorno e sono stati accolti nel giardino del borgo, ai piedi di un grande leccio. Per la cena avevamo immaginato tavoli imperiali disposti in modo da creare un’atmosfera conviviale, quasi familiare: una vera cena toscana, informale ma curata in ogni dettaglio.
Anche la stationery era stata studiata appositamente per il mood della serata: un canovaccio personalizzato per ogni ospite riportava la frase «insieme, ci garba!», e un piccolo sacchetto del pane diventava anche menù.
Verso la fine della cena la musica ha completamente cambiato il ritmo della serata. Gli Smoma hanno reinterpretato dal vivo brani italiani e internazionali con il loro stile, trasformando la cena in una festa spontanea: a un certo punto era semplicemente impossibile restare seduti.
I colori di questa prima giornata erano volutamente differenti da quelli del matrimonio: lilla e arancio, più vivaci e giocosi, per distinguere immediatamente l’atmosfera della welcome dinner.
Apparentemente semplice, ma profondamente sofisticato.
Il giorno successivo tutto ha assunto un tono diverso. La cerimonia si è svolta in una piccola pieve poco distante dal borgo: all’ingresso, un grande portale di rose bianche e verde incorniciava la facciata della chiesa e l’arrivo di Enrica insieme a suo padre.
Dopo la cerimonia gli ospiti sono rientrati a Borgo Stomennano per l’aperitivo, questa volta in un’altra area della proprietà con vista sul borgo di Monteriggioni. Musica dal vivo, ottimo cibo, luce del tardo pomeriggio e il paesaggio toscano li hanno accompagnati fino al momento dell’ingresso a cena.
La cena è stata costruita tra gli alberi dietro alla casa principale. L’ingresso alla zona della tavola era segnato da una tenda di verde che accompagnava gli ospiti verso un grande tavolo curvo, quasi a sorriso.
Tovaglie in lino, menù realizzati su carta Amalfi - la stessa utilizzata per le partecipazioni - e una composizione continua di piccoli e leggeri fiori avorio e verde salvia percorrevano il centro della tavola. Sopra, lampadari sospesi tra gli alberi.
Poi la luce naturale ha iniziato lentamente a diminuire e tutto è cambiato: le candele, i lampadari e il verde circostante hanno trasformato lo spazio creando un’atmosfera quasi irreale. Anche durante la cena la musica dal vivo ha accompagnato le diverse portate, senza mai interrompere il ritmo della serata.
Per la festa avevamo immaginato una vera discoteca sotto le stelle. DJ e sax erano arrivati dal Nord Europa appositamente per quella notte, e la zona ballo è stata completamente trasformata.
Luci stroboscopiche, musica e il cielo aperto sopra gli ospiti hanno dato vita a uno spazio quasi surreale, completamente diverso dalla cena appena terminata. Una chiusura di giornata energica, inaspettata e perfettamente coerente con loro.
Ogni giornata aveva una propria atmosfera, ma tutto faceva parte dello stesso racconto.
Il mattino successivo gli ospiti, molti dei quali soggiornavano direttamente a Borgo Stomennano e gli altri nelle strutture vicine, hanno trovato ad aspettarli un brunch in zona piscina.
Anche questa terza giornata aveva una propria identità: dopo il lilla e arancio della welcome dinner e l’avorio, bianco e verde salvia del matrimonio, per il pool party abbiamo scelto rosa, pesca e verdi di rosmarino. Ogni dettaglio era ancora una volta pensato con la stessa attenzione: piccoli panini avvolti in carta personalizzata, elementi grafici dedicati e un regalo da portare a casa.
Per il rientro Enrica aveva voluto scegliere personalmente quelli che, dopo un’attenta degustazione, considerava i migliori cantucci della Toscana: un ultimo piccolo gesto per accompagnare gli ospiti verso casa con qualcosa di dolce e autenticamente toscano.
Quando gli ospiti hanno iniziato a lasciare il borgo, dopo tre giorni di cene, musica, piscina e momenti condivisi, la sensazione era quella di aver vissuto qualcosa di molto raro. Ogni giornata aveva avuto una propria atmosfera, colori e ritmo differenti, ma tutto faceva parte dello stesso racconto.
Sono stati tre giorni di lavoro senza sosta per tutti noi. Dopo il periodo difficile del Covid, però, c’era anche un’energia particolare: la sensazione condivisa da tutti i fornitori di essere finalmente tornati a costruire qualcosa di bello insieme.
Durante i mesi di progettazione ogni elemento si era aggiunto lentamente, quasi come un puzzle. Una scelta dopo l’altra, ogni pezzo aveva trovato il proprio posto fino a diventare esattamente ciò che Enrica e Andrea avevano immaginato, o forse anche meglio.
Forse uno dei momenti che ricordo con maggiore emozione è stato proprio l’ultimo: quando anche Enrica e Andrea hanno lasciato Borgo Stomennano, con le lacrime agli occhi, hanno voluto condividere con me quel momento. Era la chiusura di un percorso molto più lungo di quanto avessimo previsto all’inizio: un matrimonio rimandato, aspettato, costruito insieme per mesi e finalmente vissuto. E tre giorni tra le campagne senesi che, ancora oggi, non dimentico.
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