Anastasia e Stefano mi hanno contattata con un’unica idea in testa: sposarsi in Toscana. Per loro era già un luogo del cuore, perché proprio qui avevano trascorso la loro prima piccola vacanza dopo il Covid. È quindi in Toscana che hanno scelto di riunire le loro famiglie e i loro amici, arrivati da Paesi e culture diverse, per celebrare il loro amore.
Trovare la location ideale non è stato semplice. Anastasia e Stefano avevano le idee molto chiare ed erano particolarmente esigenti: il luogo del matrimonio rappresentava per loro uno degli elementi più importanti dell’intero progetto. Dopo una lunga ricerca, Villa Gamberaia è diventata lo scenario perfetto per ciò che avevamo immaginato.
La vera sfida è stata unire le origini russe e il respiro internazionale della famiglia di Anastasia con la cultura e le tradizioni italiane di Stefano.
Il loro desiderio era che ogni ospite, indipendentemente dalla propria provenienza, si sentisse accolto e a casa. Abbiamo quindi cercato un equilibrio tra linguaggi, tradizioni e sensibilità diverse, costruendo un matrimonio capace di rappresentare entrambi con naturalezza.
A dare coerenza a tutto è stata una scelta poco convenzionale: utilizzare un’unica varietà di fiore per l’intero matrimonio, il delphinium. Con il suo stelo slanciato, composto da tanti piccoli fiori, il delphinium è diventato il filo conduttore dell’evento, accompagnato soltanto dal verde. È comparso per la prima volta nelle partecipazioni, incorniciando le iniziali del loro logo, per poi ritornare nelle grafiche, negli allestimenti e in ogni dettaglio del matrimonio.
Anche il tableau de mariage è stato trasformato in un grande delphinium ad altezza d’uomo, composto da tanti singoli fiori. Su ciascuno erano indicati il nome dell’ospite, il tavolo e il posto assegnato. Durante l’aperitivo, ognuno poteva così prendere il proprio fiore e scoprire esattamente dove si sarebbe seduto per la cena.
Le bomboniere hanno unito le origini degli sposi in un solo oggetto: una matrioska, omaggio alle radici russe di Anastasia, contenente una piccola bottiglia di Vin Santo, simbolo dell’italianità di Stefano. Ogni matrioska, dipinta a mano, riportava sul davanti un delphinium, chiudendo il fil rouge iniziato con le partecipazioni. Piccoli dettagli, pensati per raccontare la loro storia e capaci di fare davvero la differenza.
Il delphinium è diventato il filo conduttore dell’evento, accompagnato soltanto dal verde.
Anastasia ha iniziato la giornata a Villa Cora, con una lunga preparazione condivisa con sua mamma. Da lì ha raggiunto Stefano a Villa Gamberaia, dove lui si era preparato e dove gli ospiti erano poi arrivati per la cerimonia. Il rito si è svolto nella zona di Nettuno, uno spazio dal fascino unico, circondato da antichi cipressi: erano così alti e imponenti da sembrare anch’essi presenti come testimoni dell’unione di Anastasia e Stefano.
Dopo la cerimonia, gli ospiti si sono spostati sulla meravigliosa terrazza affacciata su Firenze. Un tramonto di settembre, ottimo cibo e musica dal vivo hanno accompagnato l’aperitivo, mentre il sax si muoveva tra gli invitati, sorprendendoli con i suoi interventi.
Con quella luce ancora calda, gli ospiti sono stati invitati a raggiungere il maestoso giardino all’italiana per la cena. Un unico lungo tavolo imperiale li accoglieva tutti insieme, come una grande famiglia. Sopra il tavolo, una decorazione continua di delphinium scendeva dall’alto, avvolgendo la cena in un’atmosfera romantica. Tra una portata e l’altra, la musica italiana ha fatto alzare e ballare gli ospiti, mentre i discorsi delle persone più care hanno regalato momenti di grande emozione.
Il taglio della torta è stato pensato in una zona laterale della villa, più intima e raccolta, con uno sfondo di fiori e luci. Il catering ha preparato dal vivo la torta millefoglie desiderata dagli sposi e Anastasia ha completato l’opera con un’ultima spolverata di zucchero a velo. Al momento del taglio, luci e bolle di sapone colme di fumo hanno iniziato ad avvolgere gli sposi e gli ospiti, creando un’atmosfera quasi surreale.
La festa è proseguita fino a tarda notte nel cortile interno di Villa Gamberaia. Tra sfere stroboscopiche, fumo ed effetti luminosi, gli ospiti hanno ballato accompagnati da un buffet di dolci italiani, confetti e piccoli cadeaux pensati per loro.
Poco prima dell’inizio della cerimonia, un vento molto forte ha messo a rischio il programma e ci ha regalato non poche preoccupazioni.
Sono quei momenti in cui bisogna osservare, valutare rapidamente e continuare a coordinare ogni cosa senza trasmettere tensione agli sposi e agli ospiti. Alla fine, tutto ha potuto svolgersi come previsto e quel vento improvviso è rimasto soltanto una parte invisibile del lavoro fatto dietro le quinte.
Tra tutti i momenti di quella giornata, ne ricordo uno apparentemente semplice: Anastasia e Stefano che ballavano insieme poco distante dal meraviglioso tavolo allestito.
Per qualche istante sembravano esserci soltanto loro. Un momento intimo, nel quale si sono goduti il proprio amore e tutta la bellezza che avevamo costruito insieme durante il nostro lungo percorso di organizzazione.
È questa l’immagine che mi è rimasta: due persone felici, finalmente dentro il giorno che avevano immaginato.
Per qualche istante sembravano esserci soltanto loro.
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